Sei determinato a cercare lavoro all’estero, a prescindere dall’esodo di massa registrato negli ultimi anni, dalla crisi economica italiana e dalle difficoltà che giovani talenti riscontrano nel nostro Paese? Probabilmente sei una persona curiosa, ambiziosa e sicuramente molto flessibile.

Lavoro all'estero - Eduplacements

Cambiare vita e cercare lavoro all’estero non è mai facile ma farlo con tanto ottimismo verso il futuro può fare realmente la differenza. Provare per credere: prestiamo più attenzione, generalmente, alle storie di coloro che sono scappati e più di rado ai racconti di chi, invece, ha scelto di partire.

Ma esistono anche casi come questi che, forse meno epici rispetto ai primi, meritano di essere ugualmente raccontati. Sono storie indicative dei profondi cambiamenti del nostro tempo, evidenziano una mobilità maggiore e uno spirito di adattamento molto diffuso tra i più giovani, che prescinde la mera volontà di cercare lavoro.

Ma quando si parte per cercare lavoro con piacere e si vive il distacco in maniera meno dolorosa?

  • Quando si è ricevuta un’educazione internazionale sin da piccoli
  • Se si ha l’opportunità di fare un percorso scolastico o universitario di eccellenza
  • Quando si comprende l’importanza di diventare persone flessibili e al passo con il proprio tempo
  • Se si possiede un’apertura mentale tale da prevedere il cambiamento e normalizzarlo

I casi in cui viaggiare diventa un’esigenza che ti cambia la vita

Si parla sempre più spesso di cambiamenti generazionali ed è verissimo che soprattutto per i Millennials viaggiare sia diventata una vera e propria esigenza: mettere tutta la propria vita in una valigia, armarsi di coraggio, rinunciare alla propria comfort zone e partire sembrava impensabile sino a 10 anni fa. Oggi, al contrario, per molti è un bisogno fisiologico.

Le distanze sono sempre più corte e percorribili. Tante figure professionali si sono evolute e tante altre sono destinate a nascere nei prossimi 5 anni. Il mondo del lavoro è radicalmente cambiato: si parla di smart working, si rifuggono i lavori impiegatizi e, nonostante le evidenti difficoltà, si è alla ricerca di uno stile di vita più libero ma che – grazie ai social network, alla tecnologia e a connessioni internet sempre più veloci – ti permette sempre e comunque di essere in contatto anche con chi è dall’altra parte del mondo.

Un report recente, stilato delle Nazioni Unite, ha dimostrato che i giovani viaggiatori non sono tanto interessati a cercare lavoro all’estero ma quanto a fare esperienze di lungo periodo per interagire il più possibile con la comunità ospitante e per tornare a casa dopo aver fatto un’esperienza unica dal punto di vista culturale e umano.

Pare, infine, che si risparmi per partire e iniziare a vivere, tenendo fede al proprio tempo e secondo i propri ritmi, e non che si parta per guadagnare e sostentarsi. Sembra quasi un paradosso ma, forse, è solo la risposta – positiva ed estremamente confortante – che un’intera generazione ha saputo trovare a una crisi potenzialmente devastante.

 

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